Consigli Tecnici

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Consigli Tecnici

In questa sezione i nostri esperti condividono tutta la loro cultura a due ruote per dare dei piccoli grandi consigli sempre utili per il corretto utilizzo, gestione e manutenzione della nostra motocicletta.

Chiunque abbia una qualsiasi moto, nuova o vecchia che sia, dovrà prima o poi far i conti con un nemico temibile: la polvere. Non solo per quanto riguarda la carrozzeria. La polvere presentenell'aria, infatti, rischia di danneggiare specialmente il motore del nostro veicolo, di ridurne la vita e le prestazioni, se non ci prendiamo cura, nel vero senso della parola, di pulire periodicamente il filtro dell'aria. Il motore, anche se vi potrà sembrare strano, non si contenta della benzina che tanto ci fa penare per il suo costo. L'aria è un'altra componente fondamentale della combustione che avviene al suo interno. Anche se è gratis, tuttavia contiene un gran numero di particelle sospese che danneggerebbero il motore. Il filtro dell'aria evita questo problema. Tuttavia a patto che sia sempre pulito. C'è da dire che i danni prodotti dalla mancata pulizia del filtro non sono visibili se non a lungo termine. Tuttavia questo fatto non va assolutamente trascurato. In realtà si tratta di un'operazione estremamente semplice, anche se siamo del tutto digiuni di manutenzione e di meccanica.

Nel momento in cui soggiunge l'inverno, la moto è un veicolo a motore che si metterà a riposo per un arco di tempopiù o meno lungo. Per tal motivo sarebbe opportuno usare degli accorgimenti che siano utili a proteggere la moto durante lastagione invernale. In realtà si tratterebbe di custodire le parti più importanti sia dall'umidità che dal freddo gelido. Iniziamo col dire che occorrono alcuni piccoli accorgimenti. Prima di depositare la vostra moto, non le farebbe male una bella pulizia. Cominciate con il togliere lo sporco superficiale e visibile, asciugare dell'acqua presente oppure una certa umidità, soprattutto nelle zone metalliche che potrebbero arrugginirsi. Ecco perché risultano essere fondamentali questi passi iniziali. A questo punto si passa alla fase di ingrassamento di tutte quelle parti che risultano mobili, come ad esempio la catena, in modo tale da rendere resistente la protezione. Un ulteriore problema è dato dagli pneumatici. Ricordatevi che a causa di un tempo di sosta abbastanza lungo e quindi ad un peso del veicolo su di esse potrà comportare una ovalizzazione delle ruote. Per evitare questo problema sarebbe opportuno usare un cavalletto per ogni ruota, oppure potrete semplicemente pensare di alleggerire le ruote provvedendo a sgonfiarle. La manodopera non è richiesta soltanto per le parti di metallo, ricordatevi di porre attenzione anche per la batteria. Infatti durante dei periodi di disuso è quella che ne soffre più di ogni altra cosa. E si rischia di non essere più idoneo al nuovo utilizzo l'anno dopo. Vi basterà semplicemente scollegare i cavi relativi alla batteria, si tratterà di una operazione non solo facile da effettuare ma anche molto utile ed efficace. Inoltre, per far si che si formi la condensa o l'umidità nel serbatoio, sarà opportuno svuotarlo un po' alla volta ma non del tutto, in questo modo il disuso della moto nel periodo invernale non dovrà causare problemi al motore. Ricordatevi che infine un altro accorgimento, ma di sicuro non il meno importante è quello di coprire la moto, perciò vi toccherà acquistare un bel telo adatto. In questo modo potrete proteggere sia la carrozzeria che leparti metalliche, dal gelo e da possibili umidità. Questo dovrà avvenire anche se la moto si trova in un luogo chiuso e ciò vi garantirà un protezione non soltanto dalle intemperie normali della stagione, ma anche da possibili depositi di polvere..

Da non trascurare, anzi da fare prima di altre operazioni, il lavaggio della moto. Per molti è una vera scocciatura, per tanti altri un piacere e una soddisfazione. Tutti lo devono fare, però, non fosse altro perché lavare la moto è sempre “utile”: ci obbliga a guardare con maggiore attenzione, rispetto alla solita, rapida occhiata, quei particolari che servono per la nostra sicurezza di guida (pneumatici, pastiglie e tubi freni, viti allentate) e per la salute della nostra moto (livello olio motore, liquido di raffreddamento, tensione della catena di trasmissione) . Tappato l’impianto di scarico e, se non protette, sigillate con plastica e carta le prese d’aria o gli alloggiamenti dell’antifurto immobilizer, si inizia il lavaggio. Utilizzate uno sgrassatore che non danneggi i metalli o le gomme (quindi da evitare quelli a base acida o i solventi casalinghi) per pulire i cerchi, i freni e le macchie del forcellone. Se è necessario aiutatevi con un pennello per smuovere lo sporco. Effettuate quindi un primo risciacquo e bagnate la moto: per tutto il lavaggio è sempre preferibile il tradizionale tubo in gomma per l’acqua al posto di idropulitrici o simili. Il getto d’acqua deve essere abbondante ma non violento per non danneggiare le tenute in gomma o i cuscinetti. Insaponate la moto con lo shampoo neutro e la spugna morbida, passate ora ad un risciacquo. Le macchie di catrame si tolgono con olio di oliva, quelle di resina con alcool: dopo averle tolte però occorre rilavare le superfici con lo shampoo. Alla fine del lavaggio asciugate al meglio le parti verniciate e quelle cromate con una pelle sintetica, poi accendete la moto per fare riscaldare il motore e, quindi, fare asciugare i componenti più nascosti: prima ricordatevi di togliere il tappo dallo scarico! Pulite le superfici scorrevoli della forcella con della carta: specie se si utilizzano pastiglie freno sinterizzate, la rimozione della sporcizia dagli steli allunga la vita dei paraolio forcella. Prima di utilizzare la moto la pulizia dei dischi freno è altrettanto importante: basta un po’ di carta assorbente leggermente bagnata con del semplice diluente nitro per vernici, da passare su tutte le superfici dei dischi. In questo modo si eliminano tracce di shampoo, sporcizia o smog eventualmente rimaste anche dopo il lavaggio.

Da effettuare con regolarità, al massimo ogni 15 giorni. La pressione dei pneumatici varia al cambiare della temperatura esterna: se l’ambiente si scalda sale la pressione, quando fa freddo scende. La perdita di pressione dei pneumatici, inoltre, è un effetto fisiologico: le molecole più piccole contenute nell’aria migrano attraverso gli strati di gomma e riducono la quantità del gas contenuto all’interno. Da considerare l’effetto dell’umidità: più l’aria è umida più sarà ampia l’escursione di pressione al variare della temperatura esterna. Per controllare la pressione, da fare preferibilmente a temperatura ambiente, meglio affidarvi ad un vostro manometro digitale personale, sicuramente più preciso di quelli di libero uso reperibili nelle stazioni di servizio oppure rivolgetevi ad un gommista. Al gonfiaggio verificate sempre l’assenza di screpolature nelle gomme, oltre all’usura: gli indicatori di consumo sono dei piccoli risalti presenti negli intagli del battistrada, indicati da un piccolo triangolo stampato sul fianco. Se, lungo tutto l’arco del battistrada, qualcuno di questi risalti è allo stesso livello della superficie esterna è obbligatorio sostituire i pneumatici. In ogni caso va indicato che specie per i pneumatici da turismo la tenuta può diventare meno efficiente quando il battistrada ha ancora 0,5 mm di distanza dagli indicatori stessi.

 

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